Ordunque, prima del previsto (e solo perché ODIO avere materiale pronto e tenerlo in suppurazione nel PC), trovate online il primo capitolo di “Monster“, la mia vera sfida per il 2012.
Al di là che in questo periodo sono in fissa con i Papa Roach, Violet & Tate e altra roba strana, sappiate che questo temo sia il risultato del peggior momento di delirio degli ultimi mesi. L’idea per questa long-fiction mi è venuta di pari passo all’ideazione di un fanvideo dedicato a questa coppia (sono pessima, lo so), dunque ho limato le idee sino a dare vita a “Monster“, appunto, un’Alternative Universe che spero possiate apprezzare.
La sfida della gestione di questi personaggi è già di per sé tostissima: la creazione dell’AU, da parte mia, è un puro atto di masochismo.
Alla prossima settimana, dunque! (^^)
Nel pomeriggio di ieri, 13 maggio 2013, alla Westfield High School è stata compiuta una carneficina. Per motivi ancora da chiarire, il giovane Tate Langdon è entrato nell’edificio principale della scuola facendo fuoco su studenti e insegnanti. Le vittime accertate sono 15, e ammontano a una decina i feriti. Il ragazzo è stato trovato dagli uomini della polizia nella propria stanza, in stato di shock, dopo l’accaduto. Al momento dell’irruzione il giovane ha tentato di difendersi cercando di sparare agli agenti, restando così ucciso dalla squadra speciale inviata sul posto. Le indagini della polizia sono ancora in corso per comprendere i motivi che hanno spinto il giovane a compiere questo folle gesto. Sulla scia dei drammatici ricordi della Columbine High School che sconvolsero il nostro Paese nel 1999, è facile supporre sia stato un disgraziato atto di mitomania, anche se è difficile credere che un giovane come Tate Langdon possa essersi macchiato di un simile crimine.
Nel pomeriggio di ieri, 13 maggio 2013, alla Westfield High School è stata compiuta una carneficina. Per motivi ancora da chiarire, il giovane Tate Langdon è entrato nell’edificio principale della scuola facendo fuoco su studenti e insegnanti. Le vittime accertate sono 15, e ammontano a una decina i feriti. Il ragazzo è stato trovato dagli uomini della polizia nella propria stanza, in stato di shock, dopo l’accaduto. Al momento dell’irruzione il giovane ha tentato di difendersi cercando di sparare agli agenti, restando così ucciso dalla squadra speciale inviata sul posto. Le indagini della polizia sono ancora in corso per comprendere i motivi che hanno spinto il giovane a compiere questo folle gesto. Sulla scia dei drammatici ricordi della Columbine High School che sconvolsero il nostro Paese nel 1999, è facile supporre sia stato un disgraziato atto di mitomania, anche se è difficile credere che un giovane come Tate Langdon possa essersi macchiato di un simile crimine.
“Si può sapere cos’hai in mente?”
Mary Margaret non è più una ragazzina, eppure davanti a David si ritrova imbarazzata e stupida, alle prese con un cuore che la tradisce ad ogni colpo, ricordandole quanta differenza c’è nello svegliarsi la mattina con uno scopo e nello svegliarsi combattendo per estirparlo. Quello stesso scopo che ti illumina lo sguardo e ti fa distendere le labbra in un sorriso quando, alle 7.15 di ogni mattina, lo incroci alla Casa della Nonna, preoccupato di ordinare un caffè americano e una cioccolata con panna che poi consuma con la sua scelta. Mary Margaret non é stata una possibilità: si è convinta di essere stata un errore passeggero, una deviazione dettata dall’istinto suicida di un folle. Si é illusa, soprattutto, di essere diventata il mondo per uno sconosciuto senza casa né memoria né passato, ed é arrivata Kathryn a ricordarle che le fiabe a lieto fine spettano alle bionde, alle cheerleader del liceo, non alle bruttine dei banchi centrali che sperano di passare inosservate per la maggior parte del tempo.
Based on: American Horror Story
Di spazio, per il dolore, ce n’era persino troppo. Volti conosciuti che si susseguivano a raccogliere un po’ di sofferenza o qualche lacrima, a offrire parole di cordoglio per un amico – un fratello – che nessuno avrebbe più potuto abbracciare un’ultima volta. I ragazzi si erano raccolti in un gruppo compatto che non lasciava spazio agli esterni, nemmeno alle proprie famiglie. Non prestavano nemmeno caso a chi passava loro accanto porgendogli la mano o stringendoli in un abbraccio sincero: se ne stavano lì, come se non stessero capendo nulla di ciò che stava accadendo, attendendo il risveglio da un incubo che era solo agli inizi.
Che il 2012 possa offrirvi l’occasione per realizzare almeno uno dei sogni che avete nel cassetto.








